Chiesa di S.Antonino Martire

La facciata della chiesa, si articola in due ordini dei quali il primo è tuscanico ed il secondo doveva essere probabilmente corinzio, ma la decorazione in stucco non venne eseguita. Per il suo gusto, per la severità e la semplicità, la facciata è attribuita al Marchetti. La porta principale è rimasta incompiuta ed ora sul semplicissimo architrave si legge la scritta: "D.O.M. ET D.vo ANTONINO M.I.". La cornice della grande finestra centrale è invece originale. L'architrave della porta del lato meridionale reca la seguente iscrizione: "D.O.M. 1681 DOMVM DEI DECET SANCTITUDO RESTAURATA 1862".

 

Portandoci sul lato sinistro, subito incontriamo il primo altare che è oggi dedicato al SS. Crocifisso. Entro una cornice troviamo un maestoso "Cristo spirante", opera stupenda di Daniele Olmi datata 30 marzo 1733. Sotto è collocato l'altare, pregevole opera lignea anch'essa del '700, che simula un vero e proprio altare in marmo; è dotato di un bel paliotto in legno intagliato e, al centro in un vistoso dipinto, troviamo l'immagine di S. Lorenzo, diacono, che tiene in mano la graticola, simbolo del suo martirio.

 

Portandoci sul lato sinistro, subito incontriamo il primo altare che è oggi dedicato al SS. Crocifisso. Entro una cornice troviamo un maestoso "Cristo spirante", opera stupenda di Daniele Olmi datata 30 marzo 1733. Sotto è collocato l'altare, pregevole opera lignea anch'essa del '700, che simula un vero e proprio altare in marmo; è dotato di un bel paliotto in legno intagliato e, al centro in un vistoso dipinto, troviamo l'immagine di S. Lorenzo, diacono, che tiene in mano la graticola, simbolo del suo martirio.

 

Portandoci sul lato sinistro, subito incontriamo il primo altare che è oggi dedicato al SS. Crocifisso. Entro una cornice troviamo un maestoso "Cristo spirante", opera stupenda di Daniele Olmi datata 30 marzo 1733. Sotto è collocato l'altare, pregevole opera lignea anch'essa del '700, che simula un vero e proprio altare in marmo; è dotato di un bel paliotto in legno intagliato e, al centro in un vistoso dipinto, troviamo l'immagine di S. Lorenzo, diacono, che tiene in mano la graticola, simbolo del suo martirio.

 

Portandoci sul lato sinistro, subito incontriamo il primo altare che è oggi dedicato al SS. Crocifisso. Entro una cornice troviamo un maestoso "Cristo spirante", opera stupenda di Daniele Olmi datata 30 marzo 1733. Sotto è collocato l'altare, pregevole opera lignea anch'essa del '700, che simula un vero e proprio altare in marmo; è dotato di un bel paliotto in legno intagliato e, al centro in un vistoso dipinto, troviamo l'immagine di S. Lorenzo, diacono, che tiene in mano la graticola, simbolo del suo martirio.

 

Nel presbiterio campeggia il monumentale altar maggiore dalle linee architettoniche semplici, ma imponenti. La datazione di questo lavoro ci è ricordata dall'epigrafe posta dietro il tabernacolo: "MDCCL ARA EXTRUCTA EXPENSIS Q. D.ni SALVATORIS ROVETTA CONCESY". Il disegno dovrebbe essere del Corbellini o del Carboni. Sopra l'altare sono sei alti candelieri il lamina d'argento (usati nelle feste) lavorato a sbalzo, usciti con ogni probabilità dalla bottega del Filiberti, sul piede presentano la scritta "ANNO / DNI / MDCCLVIII BRESIA" (due candelieri recano la variante BRESCIA).

 

La pala dell'altare maggiore rappresenta il martirio di S. Antonino, è stata recentemente restaurata. Il dipinto dai recenti studi effettuati, viene attribuita al pittore bolognese Giovanni Gioseffo Dal Sol, databile tra la fine del 1600 e gli inizi del 1700. (1681?) Ai lati del quadro vennero scoperte nel novembre 1962 le figure delle due virtù, affrescate dallo Scalvini. Il presbiterio è stato decorato nel 1908. Nella vela del presbiterio tra l'agosto e il dicembre 1962 il pittore Vittorio Trainini raffigurava S. Antonino in gloria coprendo i peducci della vela, e altri d'affreschi dipinti dallo Scalvini. Sempre lo stesso Trainini provvedeva nel 1963 alla decorazione di tutta la chiesa con motivi ornamentali a colori freddi.

 

Sopra la porta d'ingresso della sacrestia, è collocata una splendida tela cinquecentesca raffigurante S. Lucia. Nel retro vi sono delle iniziali: F.T.B.B.F. 1614, da queste, alcuni critici, sono risaliti al pittore Tommaso Bona (fece Tommaso Bona bene facendo - o ben fatto) .

 

L'altare successivo, nella navata di destra, è dedicato a S. Carlo Borromeo ed ha una bella pala della fine del '600, circondata da una cinquecentesca cornice lignea dorata che presenta sulla sommità la scritta: "HOC OPVS F.F. CONGREGA MDCCXVIII".