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Storia

Concesio si trova all’imbocco meridionale della Valle Trompia, sul confine del municipio romano e poi della colonia Brixia. Il suo territorio è sempre stato conteso tra valligiani e cittadini, gli abitanti stessi, boscaioli in prevalenza (o semplici contadini), vennero contesi da ambo le parti fino alla certa conquista romana. Nonostante questo tuttavia il villaggio o pagus è più trumplino, cioè ligure o reto-ligure, che cenomane. Il famoso trofeo delle Alpi (CIL-V-7817) che elenca i nomi dei popoli vinti e sottomessi ad Augusto, comincia proprio con i Trumplini, a cui seguono immediatamente i Camuni.

I Trumplini diedero del filo da torcere ai Romani, Brixiani compresi, se proprio loro aprono la serie dei popoli montani sconfitti da Augusto per mano dei suoi luogotenenti; e, una volta vinti, furono trattati, almeno in apparenza, assai duramente. Ci racconta Plinio che, dopo la sconfitta, furono dichiarati Venales, cioè schiavi vendibili con le famiglie e tutte le loro cose. Comunque quando i Roscii vengono ricordati dai loro liberti nell’epigrafe a Giove protettore dei loro possessi in Concesio, tutti i Trumplini sono ormai da dodici anni cittadini romani a pieno diritto e, almeno da questo punto di vista, non c’è più differenza alcuna fra la città, Concesio e il resto della Valle; questa era già percorsa allora come oggi da una strada di notevole traffico, e proprio vicino a Concesio, ne sarebbe indizio il caratteristico toponimo Levata.

 

Il Medioevo

La storia Medioevaledi Concesio presenta una caratteristica costante in moltissime terre di Lombardia.

La vita, regolata dal suono delle campane, trascorreva serenamente in un’atmosfera di religiosità fondata sulla fede di questo laborioso popolo e sulla onestà dei costumi. Si trattava veramente di “nobiltà“. Il bosco ceduo che per secoli aveva servito la città di Brescia (e borgate limitrofe), si veniva man mano riducendo per far posto alla campagna, alle primissime officine che iniziavano a battere il ferro. Il vecchio nucleo veniva pian piano ingrandendosi fino a raggiungere un vero e proprio “loco trumplino”, la presenza della «Pieve» che, qui costruita e già ampliata nel X sec., fu molto importante nella storia del paese perché facilitava l’aggregarsi di famiglie che dalla vicina città venivano a cercare lavoro in questo lembo di terra.

La strada principale della frazione Concesio dell’omonimo Comune, là dove si affaccia l’antico palazzo dei Conti di Lodrone (passato successivamente ai Montini e nel quale il 26 settembre 1897 vide la luce sua Santità Paolo VI), porta da lunghi anni il nome di Rodolfo da Concesio. Con questa singolare figura di magistrato medioevale, si ricordava anche una storica famiglia le cui vicende può essere che si identifichino con quelle del luogo di origine e da essa certamente denominato.

Nel 1124 era console un Gandolfo da Concesio; nel 1177 un da Concesio viene ricordato in modo tutt’altro che lusinghiero. Infatti Adelongo da Concesio e Adamo da Ome, furono severamente puniti da Ardiccio, preoccupato di rimettere ordine nel Governo e nella finanza. Con Rodolfo da Concesio (uno dei promotori della resistenza al Barbarossa e della Battaglia di Legnano, 29/5/1176), firmatario tra gli altri per Brescia della “pace di Costanza”, il nome della famiglia entra in un importante capitolo della storia nazionale ed europea. Rodolfo da Concesio figurerebbe tra i nobili bresciani che parteciparono alla Crociata del 1189. Un’altra notizia di quell’anno, molto interessante ai fini della storia di Concesio, è che nel 1189 il Vescovo di Trento infeudava Lodrone ai Setauri, con il patto che essi non facessero alcuna vendita o cessione di terre ai bresciani. E come i Lodrone abbiano tenuto fede all’impegno è ampiamente dimostrato dagli acquisti che in seguito fecero nelle nostre valli, ed anche a Concesio dove ben presto si spinsero.

Nel sec. XII vediamo ricordata la casa posseduta dai da Concesio in Brescia, ed un altro personaggio della famiglia, Corrado, valoroso oppositore nel 1237 alle truppe imperiali di Federico II in Montichiari. Ma com’è noto la resistenza bresciana fu vana. Né maggior fortuna arrise nel1260 aPatrizio da Concesio, podestà di Milano, deposto dalla carica in seguito alla assunzione di Martino della Torre, alla signoria cittadina. Si può dire, senza paura di smentite, che la nobile famiglia dei «da Concesio» (ricordiamo anche Pattuccio di Concesio capitano del popolo a Firenze negli anni 1256/57 che aveva costretto alla rinuncia il ghibellino bolognese Brancaleone degli Andalò), ha scritto delle degnissime pagine nella storia non solo di Brescia ma anche delle vicine città lombarde, in modo particolare Milano..

 

L’Età Moderna

Agli inizi del sec. XV, si trovano nomi di personaggi della famiglia già ricordata dei da Concesio, insieme a quelli dei nobili agresti aventi dimora e beni nel Comune, alcuni di essi sono: Agostino de Soldo, Bertolino de Cirellis, Cristoforo de Castro, Giovannino Tamarate, Pecino de Villa. Alcune di queste famiglie sussisteranno ancora nei successivi decenni come prova il Registro Veneto dei Nobili estimati nel territorio bresciano tra il 1426 e il 1498, pubblicato dal Monti della Corte. E’ interessante notare come si siano aggiunte altre famiglie, i nomi delle quali sussistono tutt’ora: De Rovetta, Petrinellis, De Zanottis, De Pasqualibus, Zapis (Zappa), De Lodrono (Lodrone), Fiorini provenienti dalla Valle Camonica, De Furno, De Bertolinus (Bertoloni), De Miliolis (Miglioli).

Concesio venne duramente provata dall’alluvione del fiume Mella nel 1856. I Concesiani scriveranno nobili pagine di carità cristiana e di umana solidarietà anche in quelle tragiche ore, quando tutto ormai sembrava finito. Il coraggio degli abitanti di Concesio permise l’immediata ricostruzione delle case distrutte, delle officine danneggiate, dei campi infangati. Nessun titolo, comunque, né di città laboriosa, né tantomeno di città progressista farebbe onore a questo industrioso centro della provincia di Brescia, quanto quello che tutto il mondo, ammirato, gli riconosce: essere la terra che ha dato i natali all’illustre Pontefice Massimo Paolo VI.

 

PODESTA' ITALIANI NATIVI DI CONCESIO

1174    Rodolfo di Concesio ad Alessandria, uno dei promotori       della resistenza al Barbarossa e della battaglia di             Legnano (29/5/1176)

1191    Rodolfo di Concesio a Milano

1235    Corrado di Concesio a Como

1240    Corrado di Concesio a Milano

1242    Corrado di Concesio a Genova: brillanti sue vittorie navali a Levanto e a Portovenere controla flotta Pisana

1246    Corrado di Concesio a Milano

1252    Martino di Concesio a Milano

1256/57    Pattuccio di Concesio capitano del popolo a Firenze, il 3 luglio fa deporre il podestà genovese Luco Grimaldi, perché d’accordo con Manfredi; Emmanuele Maggi muore assassinato a Roma, perché partigiano degli Annibaldi, nel mese di maggio doveva la sua nomina a Patuccio dei Concesi, che aveva costretto alla rinuncia il ghibellino bolognese Brancaleone degli Andalò (25/9/1256)

1260    Patrizio da Concesio a Milano