Lo Stema

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo stemma del Comune di Concesio è formato da altri quattro stemmi  di famiglie nobili del territorio:

 

1. La famiglia Montini.  Ill dott. Gaetano acquistò nel 1830 la casa e le proprietà che erano state prima dei Lodron e poi dei Martinengo. Da suo figlio Giorgio, importante attivista del movimento cattolico a cavallo tra ‘800 e 900, nacque, il 26 settembre 1897, Giovan Battista Montini, il futuro pontefice Paolo VI. La famiglia Montini fu molto legata alla casa di Concesio: Giorgio fondò proprio a Concesiola Banca S. Antonino e contribuì all’erezione della nuova chiesa di S. Rocco (1928), dove si conserva ancora oggi un’immagine della Via Crucis da lui offerta.

 

2. La famiglia Lodron.  Potente famiglia ghibellina che gli imperatori della Germania e i vescovi principi di Trento posero a guardia delle tre vie di passaggio dal Trentino alla Lombardia. Un ramo giunse anche a Concesio dove, già nel 1517, è attestata una Aldina, sposa di un omonimo Paride. Essa possedeva come dote un casamento con 60 piò di terreno a Concesio. Un discendente di questo ramo, Girolamo, ebbe 15 figli, tra cui Sebastiano che, nei primi anni del 1600, fu vescovo di Gurk (Klagenfurt, in Austria) e il suo fratello Francesco che gli succedette. Il padre Sebastiano fece costruire nella vecchia chiesa di S. Rocco un monumento funebre per la sua sepoltura e quella dei suoi due figli, ma solo lui vi fu sepolto

 

3. La famiglia Balucanti. Detta in origine “de Mazano”, che, arricchitasi col commercio alla metà del sec XVIII, investì grandi capitali nelle campagne. Verso la fine del ‘700 fu annessa anche al Patriziato bresciano e oggi risulta estinta. Questa famiglia si lega alla storia di Concesio poiché possedeva terreni nella zona di Artignago (S. Andrea). Nel 1729/30 il nobile Tomaso Balucanti eresse la chiesetta della Beata Vergine Maria del Patrocinio, annesso alla sua villa ora Masetti Zannini.

 

4. La famiglia Caprioli.  Della frazione di S. Vigilio essa contribuì alla vita civile di quella frazione, soprattutto con donazioni per l’asilo che, (dal 1910 denominato “Asilo Elena Caprioli), dal nome della principale benefattrice Elena Caprioli, figlia di Tartarino e madre di Francesco, dette un contributo essenziale per la copertura delle spese ordinarie e per altre opere benefiche . Vengono più volte citati come “benemeriti signori del luogo”, proprio a causa “della beneficenza esercitata nel secolo XIX e XX”.