STATUTO
del Consiglio Pastorale Parrocchiale

ART. 1 - Natura

E' costituito nella Comunità Parrocchiale di S. Antonino M. in Concesio il Consiglio Pastorale Parrocchiale ( C.P.P.) quale organismo di comunione e di corresponsabilità nella missione ecclesiale a livello parrocchiale.

ART. 2 - Fini

Il C.P.P. è organo consultivo con i seguenti fini:
a) consigliare il Parroco ricercando, studiando e proponendo pratiche conclusioni circa le attività pastorali che hanno attuazione in parrocchia;
b) coordinare le varie espressioni parrocchiali della vita laicale, dei gruppi e movimenti esistenti in parrocchia;
c) occuparsi della condizione economico-finanziaria della parrocchia indicando linee orientative al Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici;
d) intervenire su avvenimenti o situazioni che a livello locale interessano l'ambito sociale, politico e sindacale, al fine di rendere manifesta una lettura dei fatti alla luce della fede.

ART. 3 - Composizione

Il C. P.P. è composto da:
· Membri di diritto: Parroco, Sacerdoti cooperatori e residenti, rappresentanti degli Ordini Religiosi presenti in parrocchia.
· Membri rappresentanti dei Gruppi Pastorali operanti in parrocchia: uno per gruppo.
· Membri eletti nelle sei zone pastorali della parrocchia: due per le seguenti zone: Campagnola, Pieve Nord, Roncaglie Alte, Roncaglie Villaggio, San Rocco, tre per la zona Pieve - Oratorio in quanto ha il doppio delle famiglie rispetto alle altre zone.
· Membri nominati dal Parroco in riferimento a specifiche competenze o professionalità: fino a cinque.

ART. 4 - Durata

Il Consiglio Pastorale Parrocchiale dura in carica quattro anni e assolve le funzioni ordinarie fino all'insediamento del successivo.
Durante la vacanza della parrocchia non si interrompe nell'attività. E' convocato e presieduto dall'Amministratore Parrocchiale e, al solo scopo di consultazione in vista della nomina del nuovo Parroco, dal Vicario Zonale.
Il nuovo parroco fino a tre mesi dopo l'ingresso, e sempre per gravi motivi, può chiedere e ottenerne le dimissioni.

ART. 5 - Presidenza

Il presidente del C.P.P. è il Parroco.
La Presidenza è costituita dal Parroco, da un Vicepresidente e da una Segreteria, nominati dal Parroco fra i membri del Consiglio. 
Spetta alla Presidenza collegialmente:
a) convocare il C.P.P.;
b) fissare l'ordine del giorno di ciascuna riunione;
c) designare il moderatore, nella presona di un membro della presidenza.
La Segreteria dirama le convocazioni con l'ordine del giorno, raccoglie la documentazione dei lavori e cura il registro dei verbali.

ART. 6 - Sedute

Il C.P.P. si riunisce in seduta almeno quattro volte l'anno e ogni volta sia richiesto dalla maggioranza dei membri. Può essere altresì convocato su richiesta scritta e firmata di almeno un terzo dei componenti con specificazione dell'ordine del giorno.
Per la validità delle delibere è richiesta la presenza di almeno il 50% più uno dei membri effettivi.
Le sedute sono riservate, a meno che il C.P.P. non decida diversamente. 
Le conclusioni del Consiglio vengono formulate in base al consenso dei consiglieri e divengono esecutive con l'assenso del Parroco.

ART. 7 - Decadenza e dimissioni

L'assenza ingiustificata a tre sedute consecutive del C.P.P. comporta la decadenza dalla carica di membro del Consiglio. Alla surroga provvede il Parroco con nomina nel rispetto della rappresentatività di cui al precedente art.3.
Parimenti provvede il Parroco in caso di dimissioni.

ART. 8 - Commissioni

Il Consiglio Pastorale Parrocchiale per il raggiungimento dei fini di cui al precedente art.2 si avvale di Commissioni costituite con apposito regolamento ed aperte anche alla partecipazione di rappresentanze esterne.

ART. 9 - Assemblea Parrocchiale

Per particolari questioni di rilevante interesse generale il C.P.P. può richiedere al Parroco la consultazione dell'intera Comunità Parrocchiale tramite convocazione di apposita Assemblea.

ART. 10 - Modifiche statutarie

Modifiche al presente statuto saranno operanti se approvate da almeno tre quarti dei componenti il Consiglio Pastorale Parrocchiale.
Per quanto non contemplato dal presente statuto, si applicano le norme del Diritto Canonico in materia.